Riflessioni

3 – Tra due mondi

Trovo questa carta oracolare di Colette Baron-Reid molto bella. Si chiama Tra due mondi.

Al centro della scena un grande fenicottero che cammina nell’acqua, per metà grigio e per metà rosa, simbolo di un passaggio di stato da una dimensione a un’altra. Che sia essa terrena o spirituale – quindi coscienziale – poco importa.

Il numero della carta è un 3.

In numerologia il 3 simboleggia l’espressione, la comunicazione, il coraggio di esprimersi e di mostrarsi al mondo così come si è, senza mettere maschere.

Il fenicottero rimanda all’equilibrio, alla rinascita, al bilanciamento e sicuramente… al passaggio di stato da un mondo a un altro, dalla Terra all’Aldilà.
Questo attraversamento tra una vita passata e una vita nuova, tra bianco e nero e mondo a colori, tra mancanza di focus e pieno focus, è ciò che sto vivendo ora e che mi accompagna per mano nel percorso di transizione dal teatro alla realtà.
Di fatto prima non mi rendevo conto di quanto fosse “costruito” il mondo in cui vivevo. Eppure gli scontri troppo frequenti con colleghi, maestri e amici, legati al tentativo degli Ego di predominare sugli altri e allontanarsi, per la maggior parte delle volte, dalla sostanza che permetteva a ogni progetto di esistere, erano un chiaro allarme.

Il risveglio all’eternità della Coscienza mi ha permesso di trasformare la percezione che avevo del mondo. Ho scoperto di essere un’Anima e ho trovato un linguaggio e un’arte più idonei per comunicare senza maschere e aiutare le persone.
Del teatro custodisco nel cuore l’aspetto più prezioso: la bellezza della comunicazione di un universo creativo che va oltre le capacità appartenenti alla nostra natura umana. Il mondo dell’intuizione è qualcosa di estremamente sacro che credo sia giusto trattare con cura, coccolare come un bambino arrivato a noi come un dono e di cui non conosciamo pienamente la provenienza.

Il mondo del teatro, al momento, non risuona con ciò che sto cercando. È stato costruito e alimentato su forme pensiero di potere, sopraffazione, vanità che ricordano molto l’imperialismo biologico di cui parlava Ionesco nei suoi scritti… sono caratteristiche che, ahimè, alimentano la parte bassa dell’uomo, quella più bestiale, e non gli permettono di elevare le proprie vibrazioni e i propri intenti per utilizzare la sua arte come mezzo di sostegno e cura amorevole degli altri. Visto che l’intento della mia Anima, per mezzo del linguaggio teatrale, era proprio quello di aiutare gli altri attraverso la creatività e la bellezza delle storie raccontate, ho capito che ero finita in un vicolo cieco di non appartenenza.

Non avevo nessuna intenzione di ammalarmi o perdere anni di vita nell’inseguire una carriera che, solo vagamente in prospettiva, poteva risultare animicamente appagante ma che nel momento presente tendeva ad essere più spesso sterile e poco gratificante. Ho capito, dunque, che era necessario un cambio di rotta.

In fondo per umiltà si intende anche questo… riconoscere cosa la vita ci stia dicendo e non accanirsi sul raggiungimento di un risultato ideale che, probabilmente, non corrisponde a ciò che è giusto per noi in questo momento.

Poi, un giorno, la numerologia mi ha trovata, senza che io la cercassi.

Nei due anni precedenti avevo scelto di fare la cameriera a tempo pieno e di interrompere il loop dei progetti artistici che mi richiedevano di svolgere altri lavori per riuscire a finanziarli… (quando racconto queste storie le persone ridono…. Lavorare per pagare il proprio lavoro? Ebbene sì!)
Durante il periodo di pantano avevo iniziato degli studi spirituali che mi hanno dato gli strumenti per comprendere cosa stesse succedendo nella mia vita e vedere, finalmente, la luce in fondo al tunnel. Ed è proprio grazie a questi che sono diventata un magnete per ciò che, in quel momento, mi era destinato: la numerologia.

Inizialmente ero scettica perché abituata a pensare che nella vita gli obiettivi vadano raggiunti con il sudore e tanta forza di volontà. Ma studiare le parole di grandi spiritualisti, mi ha permesso di comprendere che allineandomi alla vibrazione della mia Anima, sarebbe stato il futuro a trovarmi e non il contrario.

E così è stato.

La numerologia mi ha trovata attraverso la voce di Eva Genco, insegnante di un’intelligenza sopraffina, mi ha permesso di iniziare questa nuova professione e di aiutare gli altri nell’affrontare le loro esistenze utilizzando un linguaggio capace di scendere molto più in profondità.

La vita è così, cambia. La realtà muta e ciò che possiamo fare è intonarci a questo moto e farci guidare dalla nostra Anima nel processo di trasformazione.

Tra due mondi è la definizione più puntuale che abbia trovato per raccontare questo passaggio di stato tra ciò che è stato in passato e ciò che è il momento presente.

Da regista a numerologa, dunque?

Ebbene, in questo momento i talenti da regista sono stati messi a disposizione della numerologia per stilare le mappe, raccontarle alle persone durante le consulenze, e scrivere articoli evocativi che possano traghettare le persone in una percezione differente della realtà.
Spero che questo racconto possa essere d’ispirazione per alcuni di voi.
In fondo… il Caso non esiste… se vi siete imbattuti in questo articolo significa che c’è una parte di voi che sta risuonando con esso ed è probabile che sia uno strumento di riflessione utile per la vostra vita.

L’Anima non fa nulla a caso.