Estratto dal capitolo 1.
1.
IL VISIBILE
E L’INVISIBILE
Cos’è che possiamo davvero definire visibile?
—
Quando mi sono imbattuta in questo viaggio alla ricerca della mia Anima, non ne sapevo nulla di spiritualità o del piano energetico dell’esistenza; avevo dei bagliori di Verità che talvolta mi attraversavano sotto forma di intuizione, un’attitudine a guardare alle sfide della vita con un occhio metafisico, che andasse oltre a ciò che è tangibile. Accadeva quando le cose più desiderate sfumavano davanti ai miei occhi. Queste sensazioni si manifestavano come momenti di forte creatività o come parole che uscivano da sole dalla mia bocca: “Se dev’essere, sarà!”. Una predisposizione all’invisibile che mi era ancora ignota, perché a quel tempo non davo nessun tipo di fiducia a queste forme di rivelazione.
Il materialismo nel quale ero inserita non mi permetteva di accedere alla mia Coscienza in maniera integra. Ho atteso il momento giusto in cui fossi stata davvero pronta a essere catapultata in tutt’altra dimensione di vissuto e di manifesto.
Il linguaggio che l’Anima ha utilizzato è stato molto poetico e travolgente, anche se in quel momento non avevo gli strumenti per comprenderlo. Potevo solo sentirlo.

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